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Il crollo delle auto a gas nell'anno del dieselgate

Dal supplemento Staffetta Gas Liquidi

Il crollo delle auto a gas nell'anno del dieselgate

Sono ormai quasi due anni che il mercato delle auto è in netta ripresa, in Italia e in Europa. Si tratta di una ripresa da cui l'intera economia trae beneficio anche mediante un indotto particolarmente forte in Italia.

Il paradosso è che proprio in questo momento positivo, che si accompagna al dieselgate, lo scandalo Volkswagen sulle emissioni e le vendite di auto a gas in Italia determinano un brusco stop che porta il settore indietro di due anni.

Dopo due anni di aumenti, ovvero, le immatricolazioni di auto a metano e Gpl rischiano di causare la chiusura in negativo per il 2015.

A fronte di un mercato che vede le vendite di auto a benzina crescere, nei primi dieci mesi del 2015, del 22,8% rispetto allo stesso periodo del 2014 e quelle diesel del 14,5%. In tutto, nei primi dieci mesi dell'anno il mercato è cresciuto del 14,6%.

Nel progressivo mensile addirittura il Gpl fa registrare un calo del 30% rispetto a ottobre 2014, il metano -33,3%.

Sesto calo consecutivo, l'ultimo mese con il segno più è stato aprile, mentre giugno ha visto un certo aumento per il Gpl e un calo per il metano. Se le immatricolazioni di auto a Gpl riescono ancora a mantenersi stabili e positive nel periodo gennaio-ottobre, il metano invece flette nei 10 mesi dell'8,8%.

L'effetto sulle quote di mercato è davvero cospicuo. Nei primi dieci mesi le motorizzazioni diesel e benzina sono rispettivamente al 55,3% e al 31,1% del totale, mentre Gpl (7,9%) e metano (4,1%) perdono entrambi un punto percentuale.. Nel cumulato la quota di mercato di entrambe scende di un punto, con il GPL che si ferma al 7,9% ed il metano al 4,1% del totale mercato.

A segnare questa inversione di tendenza è senza dubbio il fattore prezzo.

Innanzitutto per quanto riguarda il prezzo alla pompa dei carburanti. Dopo una fase di stabilità tra maggio e luglio, i prezzi di benzina e diesel hanno cominciato a scendere con decisione, osservando un andamento praticamente parallelo a quello delle immatricolazioni di auto a gas.

Il margine di convenienza delle auto a gas si è quindi assottigliato, in particolare per quanto riguarda il metano, i cui prezzo è stabile da anni e insensibile a qualsiasi scossone, mentre il Gpl è sostanzialmente invariato dalla scorsa estate.

Un ruolo decisivo lo ha giocato senza dubbio anche l'invenduto: magazzini pieni di auto a benzina e diesel offerte a prezzi ridotti, anche per via dell'entrata in vigore dei nuovi standard euro 6.

Dunque, ad oggi, siamo ancora lontani dallo scenario trionfale descritto appena un anno fa in occasione della presentazione della ricerca della Fondazione per lo sviluppo sostenibile “Green economy e veicoli stradali. Una via italiana”, realizzato con il supporto di Assogasliquidi e Consorzio Ecogas.

Per questo il settore si è mobilitato per rilanciare la proposta del “bollo auto ecologico”. In occasione della discussione in commissione del ddl Stabilità il senatore Bruno Mancuso (AP) ha presentato l'emendamento 43.0.10 che dispone un'esenzione dal bollo per le auto a basse emissioni, finanziata attraverso un aumento della tassazione sulle auto euro 1, 2 e 3. La proposta è stata respinta ma ha superato il vaglio di ammissibilità, segno che dal punto di vista delle coperture è sostenibile.

 

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